La sitemap XML è il file che comunica ai motori di ricerca quali pagine del tuo sito esistono e meritano di essere indicizzate. Se hai già letto la guida introduttiva alla sitemap, sai che esistono diversi formati. Qui ci concentriamo sul formato XML, il più diffuso e versatile per la SEO.
In questa guida vediamo come è strutturata una sitemap XML, quali tag usare (e quali Google ignora), come crearla e come inviarla correttamente.
Cos’è una sitemap XML
Una sitemap XML è un file di testo scritto in linguaggio XML (eXtensible Markup Language) che contiene l’elenco degli URL del tuo sito web. È pensata esclusivamente per i motori di ricerca, non per gli utenti.
Il file si trova solitamente nella root del sito, all’indirizzo https://tuodominio.it/sitemap.xml
A differenza di una normale pagina web, la sitemap XML non viene visualizzata nel browser come contenuto leggibile, ma come codice strutturato che i crawler possono interpretare.
Struttura di una sitemap XML
Oggi ci sono centinaio di strumenti per creare una sitemap in automatico, e credo sia la scelta più saggia. Non tanto per la difficoltà tecnica, quanto per la necessità di dove inserire tutti i link raggiungibili del sito. Anche su siti non molto grandi diventa un lavoraccio. Nonostante questo penso sia utile sapere come è strutturata.
Quindi partiamo da un esempio di una piccola sitemap XML :
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9">
<url>
<loc>https://esempio.it/</loc>
<lastmod>2025-01-03</lastmod>
</url>
<url>
<loc>https://esempio.it/chi-siamo/</loc>
<lastmod>2024-11-20</lastmod>
</url>
<url>
<loc>https://esempio.it/servizi/</loc>
<lastmod>2024-12-15</lastmod>
</url>
</urlset>
Dichiarazione XML
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>Questa riga indica che il file è un documento XML con codifica UTF-8. Deve essere sempre la prima riga del file, senza spazi o caratteri prima.
Tag urlset
<urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9">È il contenitore principale che racchiude tutti gli URL. L’attributo xmlns specifica il namespace, ovvero lo standard di riferimento del protocollo sitemap. Questo valore è fisso e non va modificato.
Tag url
<url>
<loc>https://esempio.it/</loc>
<lastmod>2025-01-03</lastmod>
</url>Ogni pagina che vuoi includere nella sitemap deve essere racchiusa in un blocco <url>. All’interno puoi usare diversi tag per fornire informazioni aggiuntive.
I tag url disponibili
Il protocollo sitemap prevede quattro tag per ogni URL. Il tag loc è obbligatorio, lastmod è facoltativo ma è buona norma metterlo, mentre i tag changefreq e priority sono facoltativi e ignorati da Google.
loc
<loc>https://esempio.it/pagina/</loc>Specifica l’URL completo della pagina. Deve essere un indirizzo assoluto, quindi con il link per intero e con protocollo https:// o http://. È l’unico tag obbligatorio.
Requisiti:
- Massimo 2.048 caratteri
- Deve includere il protocollo (
https://) - I caratteri speciali vanno codificati (escape)
lastmod
<lastmod>2025-01-03</lastmod>Indica la data dell’ultima modifica significativa della pagina. Google utilizza questo valore, ma solo se è accurato e coerente. Se aggiorni la data senza aver realmente modificato il contenuto, Google se ne accorge e smette di fidarsi.
I formati accettati sono due:
YYYY-MM-DD(es. 2025-01-03)YYYY-MM-DDThh:mm:ss+00:00(es. 2025-01-03T14:30:00+01:00)
Il secondo formato include anche l’ora e il fuso orario, utile per siti di news o contenuti che cambiano frequentemente.
changefreq e priority
<changefreq>weekly</changefreq>
<priority>0.8</priority>changefreq indica la frequenza con cui la pagina viene aggiornata. I valori possibili sono: always, hourly, daily, weekly, monthly, yearly, never.
priority ndica l’importanza relativa della pagina rispetto alle altre del sito, con un valore da 0.0 a 1.0.
Li ho messi assieme perché entrambi non vengono più considerati da Google, come indicato nella documentazione ufficiale sulle sitemap “Google ignores <priority> and <changefreq> values.”. Pertanto è inutile inserirli.
Nel 2023, nel blog ufficiale di Google Search Central, Google ha ribadito:
“Google still doesn’t use the changefreq or priority elements at all. […] The priority element is a heavily subjective field and based on our internal studies, it generally doesn’t accurately reflect the actual priority of a page relative to other pages on a site.”
Cosa includere (e cosa escludere) dalla sitemap
Una sitemap efficace contiene solo gli URL che vuoi far indicizzare. Questo significa escludere:
Da escludere:
- Pagine con meta tag noindex
- Pagine bloccate nel robots.txt
- Redirect (301, 302, ecc.)
- Pagine con errore 404 o 500
- URL con parametri che generano contenuti duplicati
- Pagine di paginazione (a meno che non siano la prima)
- Pagine di servizio (login, carrello, thank you page)
- Versioni non canoniche di una pagina
Da includere:
- Tutte le pagine che rispondono con status 200
- Le pagine che vuoi posizionare su Google
- Gli URL canonici (non le varianti)
Una regola pratica: se una pagina ha il tag noindex, non metterla nella sitemap. Dare istruzioni contraddittorie confonde i motori di ricerca.
Limiti tecnici della sitemap XML
Il protocollo sitemap impone alcuni vincoli:
| Limite | Valore massimo |
|---|---|
| URL per file | 50.000 |
| Dimensione file | 50 MB (non compresso) |
| Codifica | UTF-8 |
Se il tuo sito supera questi limiti, devi suddividere gli URL in più file e creare un sitemap index.
Sitemap index: gestire più sitemap
Quando hai più di 50.000 URL (o preferisci organizzare le sitemap per tipologia di contenuto), puoi creare un file indice che raggruppa tutte le sitemap.
Esempio di sitemap index:
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<sitemapindex xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9">
<sitemap>
<loc>https://esempio.it/sitemap-posts.xml</loc>
<lastmod>2025-01-03</lastmod>
</sitemap>
<sitemap>
<loc>https://esempio.it/sitemap-pages.xml</loc>
<lastmod>2024-12-20</lastmod>
</sitemap>
<sitemap>
<loc>https://esempio.it/sitemap-products.xml</loc>
<lastmod>2025-01-02</lastmod>
</sitemap>
</sitemapindex>
Questa organizzazione è utile anche per il monitoraggio: in Google Search Console puoi vedere lo stato di ogni singola sitemap e individuare più facilmente eventuali problemi.
Sitemap per contenuti speciali
Oltre alla sitemap standard per le pagine HTML, esistono estensioni per contenuti specifici.
Sitemap per immagini
Se vuoi che le tue immagini appaiano in Google Immagini, puoi aggiungere informazioni specifiche:
<url>
<loc>https://esempio.it/articolo/</loc>
<image:image>
<image:loc>https://esempio.it/immagini/foto.jpg</image:loc>
<image:caption>Descrizione dell'immagine</image:caption>
</image:image>
</url>Devi aggiungere il namespace per le immagini nel tag urlset:
<urlset xmlns="http://www.sitemaps.org/schemas/sitemap/0.9"
xmlns:image="http://www.google.com/schemas/sitemap-image/1.1">Sitemap per video
Per i video, puoi specificare durata, thumbnail, titolo e descrizione:
<url>
<loc>https://esempio.it/video-tutorial/</loc>
<video:video>
<video:thumbnail_loc>https://esempio.it/thumb.jpg</video:thumbnail_loc>
<video:title>Titolo del video</video:title>
<video:description>Descrizione del video</video:description>
<video:duration>300</video:duration>
</video:video>
</url>Sitemap per news
Se il tuo sito è registrato su Google News, puoi usare una sitemap dedicata con informazioni sulla pubblicazione:
<url>
<loc>https://esempio.it/notizia/</loc>
<news:news>
<news:publication>
<news:name>Nome Testata</news:name>
<news:language>it</news:language>
</news:publication>
<news:publication_date>2025-01-03</news:publication_date>
<news:title>Titolo della notizia</news:title>
</news:news>
</url>Come creare una sitemap XML
Esistono diversi metodi per generare una sitemap, a seconda della piattaforma che usi.
La sitemap con WordPress
WordPress genera in automatico una sitemap. Per trovarla basta scriverehttps://dominio.it/sitemap.xml. La sitemap di WordPress è molto basilare. Va bene per i siti piccolini, ma inizia a essere limitata per siti con più pagine o blog. Una cosa che ad esempio la sitemap di WordPress non fa è inserire le immagini. Esistono però plugin molto validi e semplici che risolvono questo problema.
La sitemap di RankMath è attiva di default quando installi il plugin e va a disattivare quella di default di WordPress. È raggiungibile all’indirizzohttps://tuodominio.it/sitemap_index.xml e ha alcune impostazioni per escludere dei contenuti. Su Yoast SEO invece la sitemap deve essere attivata manualmente. L’indirizzo per raggiungerla è lo stesso di RankMath.
Entrambi i plugin permettono di escludere specifici post type, categorie o singole pagine dalla sitemap.
Il consiglio è: se il tuo sito a 4 o 5 pagine la sitemap di WordPress può andare bene. Se invece il sito è più grande oppure hai un blog, usa uno dei due plugin indicati sopra, utili per tutta la SEO del sito.
Con altri CMS
- Shopify: genera automaticamente
/sitemap.xml - Wix: sitemap automatica in
/sitemap.xml - Prestashop: modulo Google Sitemap
- Magento: configurazione in Catalogo > Sitemap Google
Con generatori online
Per siti statici o senza CMS, puoi usare strumenti come:
- XML-Sitemaps.com (gratuito fino a 500 URL)
- Screaming Frog (gratuito fino a 500 URL, poi a pagamento)
Screaming Frog è particolarmente utile perché scansiona il sito come farebbe un crawler, permettendoti di generare una sitemap basata sugli URL effettivamente raggiungibili.
Manualmente
Per siti molto piccoli (meno di 10 pagine), puoi creare la sitemap a mano con un editor di testo. Salva il file come sitemap.xml e caricalo nella root del tuo sito.
Come inviare la sitemap ai motori di ricerca
Una volta creata, devi comunicare ai motori di ricerca dove trovarla. In generale esistono 2 modi principali per inviare la sitemap: uno generico e uno che dipende dal motore di ricerca.
robots.txt
Il robots.txt è un file di testo “generico” che dovrebbe essere presente su qualsiasi sito e che serve a dare delle indicazioni ai motori di ricerca. Tra queste indicazioni c’è l’indirizzo della sitemap.
Per indicare la posizione della sitemap nel file robots.txt basta aggiungere Sitemap: con il link ad essa:
User-agent: *
Disallow: /admin/
Sitemap: https://esempio.it/sitemap.xmlQuesto metodo è più lento nella scoperta della sitemap da parte di Google, ma è consigliato inserire la sitemap anche nel file robots.txt. Questo permette a qualsiasi crawler, anche diverso da Google, e che legge il robots.txt, di scoprire automaticamente la sitemap.
Google Search Console
Google Search Console è uno strumento gratuito che Google mette a disposizione e che permette di monitorare come Google “vede” il tuo sito. Tra le varie funzioni c’è anche l’invio della sitemap.
- Accedi a Google Search Console
- Seleziona la proprietà del tuo sito
- Nel menu a sinistra, vai su Indicizzazione > Sitemap
- Inserisci l’URL della sitemap (es.
sitemap.xml) - Clicca su Invia

Dopo qualche ora vedrai lo stato dell’invio e il numero di URL rilevati. Per una guida dettagliata passo passo, con screenshot e risoluzione dei problemi più comuni, leggi l’articolo dedicato su come inviare la sitemap a Google.
Inviare la sitemap a Bing
Lo sappiamo, in Italia e in Europa Google domina il mercato dei motori di ricerca. Ma visto che Bing è il motore di ricerca impostato all’interno di Windows (significa che una piccola percentuale di ricerche verrà fatta da li) e che inviare la sitemap a Bing richiede due minuti, non vedo perché non farlo.
La controlarte Microsoft di Google Search Console si chiama Bing Webmaster Tools.
- Accedi a Bing Webmaster Tools;
- Seleziona la proprietà del tuo sito;
- Nel menu laterale, clicca su Mappa dei siti;
- Clicca su “Invia mappa del sito” in alto a destra e inserisci l’URL completo della sitemap;
- Clicca Invia

Validare una sitemap XML
I plugin o i servizi esterni che creano le sitemap in XML lavorano molto bene, è quindi difficile che restituiscano errori. Inoltre è il metodo più comodo perché ti permette di avere una sitemap sempre aggiornata senza dover inserire i singoli link manualmente.
Diverso è invece se hai deciso di procedere a creare una sitemap manualmente. Per questo, prima di inviare la sitemap, è buona pratica verificare che non contenga errori di sintassi.
Se come metodo di invio della sitemap usi Google Search Console, vengono segnalati gli errori eventuali errori del file XML dopo l’invio. Un’alternativa molto valida è usare strumenti esterni come XML Sitemap Validator, un tools specificatamente progettato a questo scopo. Basta inserire il link alla sitemap nel campo di ricerca e premere “Validate sitemap”.
Errori comuni da evitare
Se stai crendo una sitemap, ci sono una serie di errori comuni a cui bisogna prestare attenzione:
- Spazi o caratteri prima della dichiarazione XML: la riga
<?xml...deve essere la prima del file, senza nulla prima; - URL relativi invece di assoluti: usa sempre
https://esempio.it/pagina/e non/pagina/, altrimenti non verrà considerato come link; - Caratteri non codificati: ricorda di usare
&al posto di&; - URL non raggiungibili: tutti gli URL devono restituire status 200;
- Mix di protocolli: se il sito è in HTTPS, tutti gli URL devono essere HTTPS;
- lastmod falsi: non aggiornare la data se non hai modificato il contenuto.
L’inserimento di tag non considerati da Google non è un errore e non verrà segnalato. Ma inserirli è solo lavoro inutile.
Domande frequenti
Ci sono alcune domade che vedo su forum o gruppi a cui mi pare giusto dare una risposta direttamene in questo articolo. Se ne hai altre, puoi sempre lasciarmi un commento.
La sitemap garantisce l’indicizzazione?
No. La sitemap è un suggerimento, non una garanzia. Google decide autonomamente quali pagine indicizzare in base alla qualità e alla rilevanza dei contenuti.
Ogni quanto aggiornare la sitemap?
La sitemap dovrebbe aggiornarsi automaticamente quando pubblichi nuovi contenuti o modifichi pagine esistenti. I plugin SEO per WordPress lo fanno in automatico. Se crei la sitemap manualmente, aggiornala ogni volta che fai modifiche significative al sito o aggiungi nuove pagine.
Posso avere più sitemap?
Sì. Puoi creare sitemap separate per diversi tipi di contenuto (articoli, prodotti, immagini) e raggrupparle in un sitemap index. Anzi, i plugin che generano autonomamente la sitemap, ne creano una principale con al suo interno altre più piccole e con i contenuti suddivisi per categorie.
La sitemap influisce sul ranking?
No, non direttamente. La sitemap aiuta Google a scoprire le tue pagine, ma non influisce sul posizionamento. Una pagina di bassa qualità non si posizionerà meglio solo perché è nella sitemap.
Conclusione
La sitemap XML è uno strumento semplice ma fondamentale per la SEO tecnica. Non richiede conoscenze di programmazione avanzate e, nella maggior parte dei casi, viene generata automaticamente dal CMS o da un plugin.
I punti chiave da ricordare:
- Includi solo URL che vuoi far indicizzare
- Usa il tag lastmod solo se è accurato
- Dimentica changefreq e priority (Google li ignora)
- Invia la sitemap tramite Search Console per monitorarne lo stato
- Controlla periodicamente che non ci siano errori
Se hai un sito WordPress, probabilmente hai già una sitemap attiva. Verifica che sia configurata correttamente e che non includa pagine che non dovrebbero essere indicizzate.
