Sono un libero professionista dal 2021, e ho gestito la mia partita iva in autonomia per qualche anno. Non è un’impresa impossibile, e conosco ancora colleghi che lo fanno. L’Agenzia delle Entrate (AdE) mette a disposizione in maniera gratuita tutti gli strumenti necessari per farlo. Questo approccio ha vantaggi e svantaggi.
Il vantaggio è la conoscenza. Gestire il regime forfettario da solo mi ha permesso di imparare e capire in maniera abbastanza approfondita come funzione questo sistema fiscale, come vengono calcolate le tasse, quando devo versarle o come gestire i flussi dei pagamenti dei clienti.
Conoscere le basi di funzionamento del sistema fiscale in cui lavori in realtà è una cosa che consiglio a tutti. Ti aiuta molto nella gestione e ti aiuta a capire cosa fai.
Il principale svantaggio della gestione in autonomia del regime forfettario è il tempo che gli va dedicato. All’inizio per imparare le base, e in corso d’opera per rimanere aggiornate sulle normative. Un esempio: i contributi nella Gestione Separata cambiano di anno in anno. Un altro svantaggio è che bisogna ricordarsi ogni scadenza di versamento di tasse e contributi, che variano in base al codice ATECO e possono subire variazioni di anno in anno. Insomma, bisogna stare sul pezzo.
Perché rivolgersi ad un servizio per la gestione della partita IVA forfettaria
Non mi pento di aver provato a gestire la mia partita IVA da solo, mi sono “divertito” (a qualcuno si drizzeranno i capelli) e ho imparato molte cose. Ma se le ore passate tra ricerca e calcoli le avessi usate per cercare un nuovo cliente o formarmi su qualcosa di strettamente correlato al mio lavoro da web designer, probabilmente avrei guadagnato di più.
Quando ti affidi ad un servizio, che sia online o un commercialista fisico, paghi e ricevi in cambio la gestione degli aspetti fiscali della tua attività. Eviti di commettere errori e non dovrai pensare ad altro se non al tuo lavoro.
Cos’è QuickFisco e come funziona
QuickFisco è un commercialista online, cioè una piattaforma che permette di gestire in autonomia il regime forfettario. Ha tutte le principali funzionalità e, come tutte le piattaforme che si rispettino, un’assistenza clienti e una serie di consulenti a cui rivolgersi per avere informazoni.
Quando ho deciso che il tempo per gestire la fiscalità stava diventando esagerato rispetto ai vantaggi, ho iniziato cercare una piattaforma online (il commercialista fisico non l’ho nemmeno considerato). Volevo qualcosa di semplice, che facesse le cose utili per me senza tanti fronzoli e servizi accessori che non avrei mai utilizzato. Giuro che li ho guardati tutti, da Fiscozen (super sponsorizzato e di cui tutti parlano molto bene) a FlexTax a Fidocommercialista.
Alla fine ho scelto QuickFisco per quattro motivi:
- Interfaccia semplice e curata: facile da usare, bella da vedere e con tutte le funzionalità;
- Piattaforma demo: credo non l’abbia quasi nessuno. La piattaforma demo è comoda perché ti permette di vedere come è fatto il tool;
- Responsabilità: mettono nero su bianco le responsabilità in caso di errori nella dichiarazione dei redditi. Ora, credo che tutti debbano dare responsabilità in caso di errori, ma non tutti lo mettono in evidenza;
- Prezzo: concorrenziale rispetto ad altre piattaforme;
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Interfaccia e funzionalità
La dashoboard è semplice e curata (come il resto dell’interfaccia). Sulla sinistra c’è la fatturazione dell’anno incassata e quando rimane al limite del forfettario, mentre sulla destra le fatture da incassare. In basso a sinistra c’è il grafico con l’andamento degli incassi e in basso a destra lo strumento per calcolare il netto e il lordo. That’s it! Serve altro?

Lo strumento per il calcolo del netto e del lordo è presente su tutte le piattaforme (e ci sono anche tool esterni per farlo), ma su QuickFisco è bello e in prima pagina (in alcuni servizio che ho testato dovevi fare i giri dell’oca per trovarlo). Perché è utile? Non tanto per sapere quando prendo di netto se tengo quel prezzo (se stai aprendo un’attività è un calcolo che probabilmente hai fatto prima), ma per sapere quanti soldi dovrò mettere da parte di quella fattura e che dovrò versare l’anno successivo.
Esempio. Emetto una fattura da 1000€ e la incassi. Vado su QuickFisco, inserisco nello strumento di calcolo del netto “1000” e lui mi dice che il netto sarà 757,65 €. Quindi faccio 1000-757,65 e trovo che di quei mille, 242,35€ sono di tasse e contributi. Quindi le prendo e me li metto da parte, in modo che l’anno successivo non mi trovo senza soldi per i versamenti di giugno e novembre.
Sarebbe molto bello se integrassero questo calcolo delle tasse e contributi direttamente nella singola fattura emessa, ma anche in questo modo ci voglio 30 secondi a fare tutto.
Tornado all’interfaccia, sulla sinistra c’è il menu con 4 voci principali:
- Fatturazione: trovi l’elenco delle fatture emesse, puoi cambiare lo stato della fattura o emetterne una nuova. Oltre a questo hai l’elenco delle note di credito o di debito, delle fatture passive e altre tipologie di “incassi e pagamenti”;
- Previsione tasse: un grafico previsionale delle tasse da pagare nell’anno corrente e nell’anno successivo;
- Anagrafiche: quando emetti una fattura, se il cliente è nuovo, dovrai inserire una nuova anagrafica. Comodo soprattutto se il tuo servizio prevende il pagameno dilazionato. In questo mondo, quando andrai a creare una nuova fattura per un tuo cliente, non dovrai inserire ogni volta i suoi dati;
- Finanziamenti: QuickFisco, in partner con FaiCredit, offre la possibilità di richiedere finanziamenti di piccoli importi. Il limite è di 15 mila euro. I tassi sono quelli delle banche tradizionali e non c’è un reale vantaggio, se non l’averlo integrato nella piattaforma. Non credo che userò mai questo servizio, ma a qualcuno potrebbe interessare.
Questa è più o meno l’interfaccia. C’è il tasto per le nuove fatture e tutta la parte di gestione fatture e clienti, oltre al tool per il calcolo del netto e del lordo. Ok, ci sono qua e la cose che sarebbe bello avere o che si potrebbero migliorare (quale tool non le ha?), ma in generale sono piccole cose.

Altre cose interessanti che vorrei segnalare. Quando mandi una fattura puoi decidere se inviarla anche via mail oltre che con il sistema di intersambio (il sistema nazionale per la fatturazione elettronica). Lo trovo molto comodo perché in questo modo al cliente arriva sulla proprio mail una copia della fattura, cosa che con il sistema di interscambio dell’ AdE non avviene.
Il team di Quick Fisco ha scritto una serie di tutorial sull’uso della piattaforma, in modo da poter fare le cose in autonomia senza l’aiuto costante di un operatore (anche se sono disponibili per altre domande). I tutorial sono scritti bene e sono accessibili direttamente dalla dashboard.
Nella sezione “Abbonamenti e impostazioni” dal menu in alto a destra, si possono trovare sia l’inidicazione dei costi per i servizi extra e hai la possibilità di caricare un logo di inserire in autonomatico nella fatture.
La numerazione delle fatture è automatica. Si parte da 1 a salire. Se hai già emesso fatture con questa numerazione, puoi decidere di partire ad esempio dalla 10 e, in automatico, il software numererà le successive. Contattando l’assistenza mi hanno detto che il metodo è customizzabile, cioè posso richiedere di inserire una numerazione a mano (es. 1/2025, 2/2025, 3/2025), in questo caso però si perde l’automatismo, quindi andrà inserita la numerazione corretta ad ogni fattura.
Servizi offerti
Ci fai tutto quello che serve, è la prima cosa che mi viene da dire. Nel canone annuale è compreso:
- uso della piattaforma: con un commercialista tradizionale non sempre hai una piattaforma come questa dove tenere traccia del fatturata e delle tasse da pagare o calcolare importi da lordo a netto e viceversa;
- invio e ricezione di fatture illimitate: alcuni servizi limitano il numero di fatture e vendono pacchetti aggiuntivi;
- conservazione della fatture;
- compilazione e avviso per il pagamento degli F24: l’F24, cioè il modulo con il quale si pagano le tasse, dovrai farli dalla tua banca, ma loro ti dicono l’importo, come compilarla e entro quando pagare;
- dichiarazione dei redditi: comprensiva di redditi esterni come un lavoro dipendente, investimenti o altre entrate. Questa è una cosa molto importante soprattutto se hai anche un lavoro dipendente, o banalmente investimenti finanziari in ETF, azioni, fondi o crypto.
Non mi viene in mente altro che possa servire nel mio caso. Ci sono chiaramente altre cose, come l’assistenza continua (ne perlerò tra poco), il sistema di tessera sanitaria per chi lavora nella sanità e la gestione fino a 6 codici ateco.
Ci sono dei servizi EXTRA a pagamento come:
- il cambio o l’aggiunta dei codici ateco;
- la variazioni dei dati della partita iva;
- la pratica di chiusura della partita iva;
- il ravvedimento operoso (se hai dimentacato di pagare un F24).
Sono tutti servizi che si possono fare anche in autonomia compilando il modulo AA9/12 che si trova sul sito dell’agenzia delle entrate. È molto facile da compilare e inviare, ma se qualcuno non se la sente, non ha tempo o voglia, può affidarsi a QuickFisco.
Non voglio dilungarmi oltre. Trovate tutto alla pagina dei servizi.
Assistenza clienti
I canali di assistenza sono due. La chat di What’s App o l’invio di una mail. Il canale What’s App è più utilizzato per problemi con la piattaforma (es. come fare una determinata cosa), mentre la mail per dubbi fiscali (es. quale codice ateco devo usare).
Non esiste un numero di telefono da chiamare, ma un’eventuale chiamata la si organizza con il consulente. A me questa gestione piace molto. Non devo chiamare un numero e rimanere in attesa 10 o 15 minuti, per poi spiegare a voce il mio dubbio o problema.
Scrivo una mail, spiegando al consulente di cosa ho bisogno, e fissiamo un incontro. In questo modo il consulente può analizzare la situazione e io posso incastrare l’incontro nella mia agenda.
Ti faccio un esempio reale: avevo un dubbio su un codice ateco da aggiungere. Ho scritto su What’s App e mi hanno rimandato alla mail da contattare per i dubbi fiscali (indicata anche dalla dashboard, ma non l’avevo vista). Ho scritto la mail indicando il problema. Mi è arrivata la mail di ricevuta di invio, indicandomi che i tempi di risposta potevano essere superiori alla media perché erano in periodo di dichiarazione. Mi ha risposto il consulente Alessandro due giorni dopo, indicandomi i codici ateco corretti e rendendosi disponibile per ulteriori delucidazioni. Ho chiesto se ci potevama sentire al telefono, e quindi abbiamo organizzato una chiamata per lo stesso giorno alle 15:00. Alessandro mi ha chiamato da un numero privato (mi era stato comunicato via mail) e abbiamo parlato per una mezzoretta. Gli ho fatto tutte le domande che avevo. Per concludere, il giorno successivo alla chiamata, mi ha mandato un riassunto di quanto mi aveva spiegato.
Chapeau.

Successivamento ho fatto altre domande sulla fiscalità sempre via mail. In quel caso non cè stata la necessità di una organizzare una chiamata, e mi hanno sempre risposto in tempi accettabilissimi (24/48H).
Apertura di QuickFisco
C’è una cosa che all’inizio non mi piaceva e di cui mi sono un po’ ricreduto. Si può aquistare il servizio solo previa breve call conoscitiva gratuita. Infatti sul sito troverete solo il tasto “Prenota una consulenza gratuita”. È una pratica usata da molti (anzi, praticamente tutti) e non mi è mai piaciuta.
All’inizio ero un po’ scocciato di dover fare questa call, non ne capivo l’utilità e, in generale, pensavo “è solo una piattaforma. Perché non posso pagare, loggarmi e iniziare a usarla?”. Alla fine ho fatto la call che, devo dire, è stata piacevole. Mi ero preparato anche qualche domanda da fare. Ho parlato con Egle del team Sales di QuickFisco e la chiamata è stata super soft, molto informale e piacevole. Hai presente quando parli con quel collega, che non puoi definire amico, però ci lavori da 10 anni e con cui ti trovi molto bene? Ecco, potrebbe essere paragonabile. Nella call mi ha fatto alcune domande sulla mia situazione e mi ha chiesto di cosa mi occupassi, mentre io mi ero preparato alcune domande sulla piattaforma.
Dopo la call Egle mi ha dato conferma su What’s App di un paio di cose che avevo chiesto. Continuo a pensare che la chiamata sia poco utile a livello molto pratico. Le stesse domande potevano farle via mail. Da un punto di vista più umano, la call è stata piacevole e ha spezzato un po’ la mia mattinata davanti al pc. È durata un 15/20 minuti perché ho fatto alcune domande. Se non ne avessi fatte probabilmente sarebbe durata molto meno.

Dopo la call conoscitiva arriva una mail con cui potete registrarvi e fare il pagamento. Se invece vi siete già registrati per provare la versione demo, vi basta entrare nella vostra area personale e fare il pagamento (se non sbaglio chiedono conferma di alcuni dati come p.IVA e codice ateco). Il servizio si attiva in circa 24/48h.
Quanto costa QuickFisco
Non credo che il prezzo sia in assoluto il fattore determinante che debba spingere a scegliere un servizio, ma chiaramente l’ho valutato. Personalmente mi interessa che funzioni bene, che l’interfaccia sia curata e che ci siano le funzionalità di cui ho bisogno, senza tanti fronzoli. È chiaro che tutti guardiamo quanto costa, ma su un servizio di questo tipo non credo possano essere 100€ l’anno che fanno la differenza.

Quick fisco offre 2 pacchetti. Il pacchetto standard dal costo di 365€/anno IVA inclusa che comprese tutte le cose principali come:
- Dichiarazione dei redditi anno di iscrizione
- Consulenza fiscale con team di esperti
- Fatturazione elettronica illimitata
- Predisposizione F24
- Previsionale tasse e contributi
- Invio dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS)
Il pacchetto premium dal costo 475€/anno iva inclusa e aggiunge al pacchetto standard:
- 2 video call con il consulente fiscale
- Tour guidato della piattaforma
- Delega pagamento F24
- Consulenza fiscale prioritaria
- Pratiche Agenzia Entrate (residenza, variazione/aggiunta ATECO)
- Calcolo e versamento IMU
- Gestione ravvedimento operoso
Valutate voi quale è meglio fare in base alle vostre esigenze.
Entrambi i pacchetti prevedono gratuitamente l’apertura della p.iva per i liberi professionisti. Per gli Artigiani/Commercianti invece sono dovuti i costi amministrativi una tantum (circa €285 bolli e diritti di segreteria inclusi) per l’avvio dell’attività (CCIAA, SCIA, INPS).
Entrambi i piani si mosso pagare mensilemente, ma a livello di costi i piano annuale è più conveniente.
Nonostante la premessa, con questo prezzo QuickFisco risulta in media più basso rispetto ai concorrenti senza avere carenze nella funzionalità. Spesso ci sono promo attive che vi scontano una trentina di euro, ed è possibile usare mio codice promo QuickFisco SJ0HJ8 per avere 20€ di sconto sul prossimo rinnovo, cumulabile con altre promo.
I difetti QuickFisco
Non è tutto oro quel che luccica, ma qua ci siamo vicini. Per la mia esperienza non posso che essere molto soddisfatto. Non ho ancora una valutazione assoluta, ma dalle recensioni su Trustpilot non vedo potenziali problemi.
I difetti e le mancanze che trovo sono più piccolezze sulla piattaforma. Vi elenco quello che ho trovato nel mio uso e lo aggiornerò nel caso dovessero comparirne altre o dovessero essere sistemate o migliorate:
- è possibile caricare un logo quadrato di default da inserire nella fatture. Vengono date le indicazioni sulle dimensioni massime in Mb, ma ad esempio non ho indicazioni minime sulle dimensioni in pixel. Vista la mia anima da scopritore, ho provato a caricare un logo rettangolare, e viene caricato senza problemi e senza errori, ma viene tagliato sulla destra. Ecco, avere qualche indicazione in più sulle dimensioni in pixel del logo, permetterebbe una gestione migliore anche per chi ha un logo in formato orizzontale;
- quando compilo una fattura posso inserire alcuni parametri come l’applicazione del contributo previdenziale del 4% o l’imposta di bollo, ma anche il metodo di pagamento o l’IBAN.
Visto che per me e per molto liberi professionisti i parametri non cambiato, sarebbe bello poter impostare dei “template precompilati”, in modo che in ogni fattura non si debba compilare tutto da zero; - sempre nella fatture, è possibile inserire l’iban del conto corrente su cui il cliente dovrà fare il pagamento. Dalla impostazioni è possibile inserire più conti correnti e selezionare quello giusto in fase di creazione della fattura. Anche in questo caso non è possibile averne uno di default. L’altra cose che mi manca è l’impossibilità di inserire dati che reputo importanti per il cliente come l’intestatario e la causale che deve inserire nel bonifico. È vero che è possibile inserirli nel campo note, ma non è molto bello (e torniamo al discorso dell’avere un template precompilato);
- sarebbe molto bello avere integrato nelle singole fatture il calcolo dei soldi che vanno messi da parte per pagare le tasse l’anno successivo.
Come vedi tutti i difetti sono più piccole cose nell’uso, pignolerie direi. Nulla che complichi la vita (anzi, in generale l’interfaccia è ben fatta e funzionale), ma questi piccoli aggiustaenti potrebbero migliorarla ulteriormente.
Quindi QuickFisco è valido?
Si. Per esperienza personale e guardando le recensioni dei competitor (e vi assicuro che ne ho viste molte, come probabilmente starai facendo tu) non ho trovato limiti o funzionalità che altri offrono e che sono assenti su QuickFisco. Visto che sto usando concretamente QuickFisco, se hai qualche domanda puoi lasciarmela nei commenti 🙂
Ah, quasi dimenticavo! Legato al discorso dell’avere una conoscenza basica di come funziona il regime forfettario, e non affidarsi a occhi chiusi ad una piattaforma, sul profilo Instagram di QuickFisco ci sono una serie di informazioni sulla partita IVA trattate in modo semplice. Altre cose belle da guardare sono la loro guida alle professioni, il blog in cui parlano in generale di partita IVA e una serie di guide alla piattaforma utili per i nuovi utenti.
