Se gestisci un sito web e vuoi monitorare il comportamento dei tuoi visitatori senza compromettere la loro privacy, Matomo Tag Manager rappresenta una delle soluzioni più interessanti sul mercato. In questa guida scoprirai cos’è, come funziona e perché potrebbe essere l’alternativa ideale a Google Tag Manager per il tuo progetto.
Cos’è Matomo e perché è diverso dagli altri strumenti di analytics
Prima di parlare del Tag Manager, vale la pena capire cosa sia Matomo. Si tratta di una piattaforma di web analytics open source, nata nel 2007 con il nome di Piwik e rinominata Matomo nel 2018. La sua caratteristica distintiva è l’approccio privacy-first: a differenza di Google Analytics, Matomo ti permette di mantenere il controllo totale sui dati raccolti.
Puoi scegliere di installarlo sui tuoi server (versione On-Premise) oppure utilizzare la versione Cloud gestita direttamente da Matomo. In entrambi i casi, i dati rimangono tuoi al 100% e non vengono condivisi con terze parti. Questo aspetto è fondamentale per la compliance al GDPR, tanto che l’autorità francese per la protezione dei dati (CNIL) ha riconosciuto Matomo come uno dei pochi strumenti utilizzabili anche senza richiedere il consenso esplicito per i cookie, se configurato correttamente.
Cos’è Matomo Tag Manager
Un Tag Manager è uno strumento che ti permette di gestire tutti i codici di tracciamento (chiamati “tag”) del tuo sito da un’unica interfaccia, senza dover modificare manualmente il codice sorgente ogni volta che vuoi aggiungere, rimuovere o modificare un tracciamento.
Matomo Tag Manager (MTM) è il sistema di gestione tag integrato nativamente in Matomo Analytics. Permette di inserire e controllare snippet di codice JavaScript o HTML che servono a tracciare eventi, integrare pixel di remarketing, aggiungere widget social o qualsiasi altro script necessario al funzionamento del tuo sito.
La differenza principale rispetto a Google Tag Manager sta nell’integrazione con la piattaforma analytics: mentre GTM è un prodotto separato da Google Analytics, MTM è parte integrante di Matomo. Questo significa un’esperienza più coerente e una gestione semplificata di tutti gli aspetti del tracciamento.
Come si differenzia da Google Tag Manager
Le differenze principali tra i due strumenti riguardano tre aspetti fondamentali.
Il primo è la proprietà dei dati. Con Google Tag Manager i dati passano attraverso i server di Google, mentre con Matomo Tag Manager tutto rimane sotto il tuo controllo, specialmente se utilizzi la versione self-hosted.
Il secondo aspetto riguarda la privacy by design. MTM nasce con la privacy come principio guida, non come funzionalità aggiunta successivamente. Questo si traduce in una maggiore facilità nel rispettare normative come GDPR, CCPA e HIPAA.
Il terzo punto è la natura open source. Puoi ispezionare il codice, modificarlo secondo le tue esigenze e contribuire allo sviluppo del progetto. Non sei vincolato a un ecosistema proprietario.
Va detto che GTM offre alcune funzionalità avanzate che MTM non ha ancora raggiunto, come il server-side tagging nativo e una libreria di template per tag di terze parti più ampia. Tuttavia, per molti casi d’uso MTM offre tutto ciò che serve, con il vantaggio di un controllo maggiore sui dati.
Vantaggi e caratteristiche principali
Gestione centralizzata dei tag
Con Matomo Tag Manager puoi gestire tutti i codici di tracciamento da un’unica dashboard. Vuoi aggiungere il pixel di Facebook, un codice di conversione per una campagna advertising o uno script per le heatmap? Non devi più chiedere allo sviluppatore di modificare il codice del sito: puoi farlo direttamente dall’interfaccia di Matomo.
Questo velocizza enormemente il lavoro del team marketing, che può implementare nuovi tracciamenti in autonomia e testare diverse configurazioni senza dipendere dal reparto tecnico.
Controllo totale sui dati e compliance GDPR
Se il tuo sito ha visitatori europei, la conformità al GDPR non è opzionale. Matomo è progettato per aiutarti a rispettare queste normative. Il GDPR Manager integrato ti permette di gestire il diritto all’oblio, il consenso degli utenti e l’anonimizzazione dei dati.
Con la versione self-hosted i dati non escono mai dai tuoi server, eliminando completamente il problema del trasferimento dati verso paesi extra-UE. Questo aspetto è diventato particolarmente rilevante dopo le sentenze che hanno dichiarato l’utilizzo di Google Analytics non conforme al GDPR in diversi paesi europei.
Open source e personalizzabile
Matomo Tag Manager è rilasciato sotto licenza GPL, il che significa che puoi usarlo gratuitamente, modificarlo e persino contribuire al suo sviluppo. Se hai esigenze particolari che il software standard non soddisfa, puoi creare tag, trigger e variabili personalizzate.
La community di sviluppatori che contribuisce al progetto garantisce aggiornamenti continui, correzioni di bug rapide e un ecosistema di plugin in costante espansione.
Compatibilità con diversi tipi di tag
MTM supporta nativamente una vasta gamma di tag, tra cui quelli per analytics, marketing, remarketing e social widget. Puoi integrare codici per Matomo Analytics, Google Analytics GA4, Hotjar, LinkedIn Insights e molti altri servizi. Per i casi non coperti dai template predefiniti, puoi sempre utilizzare i tag HTML o JavaScript personalizzati.
Come funziona Matomo Tag Manager: i concetti base
Per utilizzare efficacemente MTM devi comprendere tre elementi fondamentali: container, tag, trigger e variabili.

Container
Il container è il “contenitore” che raccoglie tutti gli elementi di tracciamento per un sito specifico. Ogni sito web richiede un proprio container, che genera un codice di monitoraggio da inserire nell’head del sito. Una volta inserito questo codice, potrai gestire tutti i tag senza ulteriori interventi sul codice sorgente.
Tag
I tag sono i frammenti di codice che eseguono azioni concrete. Possono essere script JavaScript, codice HTML o tag predefiniti di Matomo. Ogni tag ha bisogno di almeno un trigger per attivarsi. Esempi comuni includono il tag di tracciamento pageview, il tag per il monitoraggio degli eventi e i pixel di conversione per le campagne pubblicitarie.
Trigger
I trigger definiscono quando un tag deve attivarsi. Possono basarsi su eventi come il caricamento della pagina, il click su un elemento, lo scroll fino a una certa percentuale della pagina, l’invio di un form o qualsiasi altra interazione dell’utente. La flessibilità dei trigger ti permette di tracciare praticamente qualsiasi comportamento.
Variabili
Le variabili sono valori dinamici che possono essere utilizzati nei tag e nei trigger. Permettono di catturare informazioni specifiche come l’URL della pagina corrente, il testo del pulsante cliccato o il valore di un campo form. Matomo offre variabili predefinite e la possibilità di crearne di personalizzate.
La relazione tra questi elementi è gerarchica: un container contiene uno o più tag, ogni tag è attivato da uno o più trigger, e sia tag che trigger possono utilizzare variabili per comportamenti dinamici.
Guida pratica: configurare il primo tracciamento
Vediamo i passaggi concreti per iniziare a utilizzare Matomo Tag Manager.
Creare il container
Dalla dashboard di Matomo, vai su “Gestione Tag” e seleziona “Crea nuovo contenitore”. Assegna un nome descrittivo (ad esempio “Container principale sito”) e conferma la creazione. Matomo genererà automaticamente il codice da inserire nel tuo sito.
Installare il codice sul sito
Il codice del container va inserito nel tag <head> di tutte le pagine del sito. Se utilizzi WordPress puoi farlo tramite un plugin per la gestione degli script oppure modificando il file header.php del tema. Per altri CMS il procedimento è analogo: cerca la sezione che gestisce gli script nell’head e incolla il codice fornito da Matomo.
Configurare il tracciamento delle pageview
Matomo Tag Manager crea automaticamente un container predefinito con gli elementi essenziali per il tracciamento base. Il tag “Matomo Analytics” e la variabile di configurazione sono già preconfigurati. Devi solo verificare che il trigger “Pageview” sia associato correttamente e pubblicare il container.
Creare un tag per il tracciamento eventi
Supponiamo che tu voglia tracciare i click sul pulsante “Contattaci” del tuo sito. Dalla sezione Tag, clicca su “Crea nuovo tag” e seleziona “Matomo Analytics”. Configura il tag come evento con questi parametri: Event Category come “Contatto”, Event Action come “Click” ed Event Name come “Pulsante Contattaci”.
Poi crea un trigger di tipo “Click” e imposta la condizione perché si attivi solo quando l’utente clicca sull’elemento specifico (puoi usare il selettore CSS o l’ID dell’elemento).
Pubblicare le modifiche
Una volta configurati tag e trigger, devi pubblicare il container perché le modifiche diventino effettive sul sito live. MTM supporta anche ambienti di staging per testare le configurazioni prima della pubblicazione definitiva.
Casi d’uso e scenari di applicazione
E-commerce
Per i siti e-commerce, MTM permette di tracciare l’intero funnel di acquisto: visualizzazione prodotti, aggiunta al carrello, inizio checkout e completamento ordine. Attraverso il data layer puoi passare informazioni dettagliate come valore dell’ordine, prodotti acquistati e metodo di pagamento.
L’integrazione con piattaforme come WooCommerce è relativamente semplice, e la possibilità di avere dati non campionati (a differenza di GA4 nella versione gratuita) ti permette di basare le decisioni di business su informazioni complete.
Publishing e blog
Per siti editoriali e blog, il tracciamento dello scroll depth e del tempo di permanenza sulla pagina sono metriche fondamentali. Con MTM puoi configurare trigger che si attivano quando l’utente raggiunge il 25%, 50%, 75% o 100% della pagina, ottenendo dati preziosi sull’engagement con i contenuti.
Lead generation B2B
Nel contesto B2B il tracciamento dei form è cruciale. MTM ti permette di monitorare non solo l’invio dei form ma anche l’interazione con i singoli campi, identificando eventuali punti di frizione nel processo di conversione.
Integrazione con campagne di marketing digitale
Puoi utilizzare MTM per implementare pixel di remarketing e codici di conversione per le tue campagne pubblicitarie. Questo ti permette di costruire audience personalizzate e misurare il ROI delle attività di marketing, sempre nel rispetto della privacy degli utenti.
Requisiti tecnici e come iniziare
Matomo Cloud
Se preferisci non gestire l’infrastruttura tecnica, Matomo Cloud è la soluzione più semplice. Registri un account, crei il sito e il Tag Manager è immediatamente disponibile. I dati sono ospitati su server europei, garantendo la conformità GDPR. È disponibile una prova gratuita di 21 giorni.
Matomo On-Premise (self-hosted)
Per l’installazione self-hosted hai bisogno di un server web con PHP e MySQL. I requisiti minimi per circa 100.000 pageview mensili sono: un server con 2 CPU, 2 GB di RAM e 50 GB di spazio disco SSD. Per traffici più elevati, Matomo consiglia di separare server applicativo e database.
L’installazione è relativamente semplice: scarichi il pacchetto dal sito ufficiale, lo carichi sul server e segui la procedura guidata via browser. Il Tag Manager è incluso come plugin e va attivato dalle impostazioni.
Matomo per WordPress
Se il tuo sito è su WordPress, esiste un plugin dedicato che semplifica enormemente l’installazione. Puoi installarlo direttamente dalla directory plugin di WordPress e avere Matomo Analytics con Tag Manager funzionante in pochi minuti.
Best practice per una configurazione efficace
Alcune raccomandazioni per ottenere il massimo da Matomo Tag Manager.
Pianifica prima di implementare. Definisci un piano di misurazione chiaro prima di creare tag a caso. Quali sono gli obiettivi di business? Quali azioni degli utenti vuoi tracciare? Quali metriche ti servono per prendere decisioni?
Usa nomi descrittivi per tag e trigger. Un tag chiamato “Pageview homepage” è molto più utile di “Tag 1” quando dovrai fare manutenzione tra sei mesi.
Testa sempre in ambiente di staging. Prima di pubblicare nuove configurazioni, verifica che funzionino correttamente senza impattare i dati di produzione.
Non sovraccaricare il container. Troppi tag e trigger possono rallentare il sito. Usa il data layer per passare informazioni strutturate invece di moltiplicare i tag.
Documenta le configurazioni. Mantieni una documentazione aggiornata di quali tag sono attivi, a cosa servono e chi li ha creati.
Risorse utili
Per approfondire l’utilizzo di Matomo Tag Manager puoi consultare la documentazione ufficiale su matomo.org/guide/tag-manager/, particolarmente completa e aggiornata. La community di supporto è attiva e disponibile per rispondere a domande specifiche, e su GitHub trovi il codice sorgente con la possibilità di segnalare bug o proporre miglioramenti.
Conclusioni
Matomo Tag Manager rappresenta una soluzione concreta per chi cerca uno strumento di gestione tag che metta la privacy al primo posto senza sacrificare funzionalità. L’integrazione nativa con Matomo Analytics, la natura open source e la conformità GDPR lo rendono particolarmente adatto per aziende europee, enti pubblici e organizzazioni che operano in settori regolamentati.
Se stai valutando alternative a Google Tag Manager o vuoi semplicemente avere maggiore controllo sui dati dei tuoi utenti, vale la pena testare Matomo Tag Manager. La versione cloud offre una prova gratuita, mentre la versione self-hosted è completamente gratuita e senza limitazioni.
La curva di apprendimento è ragionevole, soprattutto se hai già esperienza con altri tag manager, e i benefici in termini di privacy e proprietà dei dati possono fare una differenza significativa per il tuo business.
